Un cambio di paradigma
Si va diffondendo un nuovo paradigma di computazione. Il suo motto: usa ciò che vuoi, quando vuoi, paga solo quel che consumi. Lo chiamano “Cloud Computing”, dalle nuvolette che nei diagrammi di rete indicano Internet, perché è li che si sposteranno le applicazioni.
“usa ciò che vuoi, quando vuoi, paga solo quel che consumi”
Le forze centrifughe hanno caratterizzato il mercato informatico da sempre: prima il mini, che ha soppiantato il mainframe, portando l’informatica nelle società medio-piccole; poi il personal computer, che ha superato il mini, rivoluzionando la vita lavorativa e privata.
Queste forze offrono ora tutta una serie di dispositivi — smartphone e netbook sono solo un primo passo — che frammentano l’accesso all’informazione in una molteplicità di interfacce. Il personal computer, prima centro del nostro io digitale, non è più adatto a contenerlo.
“Il nostro io digitale migrerà nell’unico luogo sempre accessibile... fra le nuvole, nella Rete”
Relegato sulla nostra scrivania o intrappolato nella nostra borsa, inaccessibile se non dopo una lunga fase di boot, non può affiancarci in una vita quotidiana sempre più dipendente dall’informazione e sempre più frammentata nei tempi della sua fruizione. I nuovi dispositivi sono più piccoli, tanto da poter entrare nelle nostre tasche, e più reattivi, per riempire i vuoti ed i tempi morti della nostra vita.
Man mano che migliorano le reti di comunicazione e che il digitale permea il mondo reale questo processo accelera, lo vediamo nella nascita di molteplici nuove classi di prodotti. Presto il personal computer ci andrà stretto, per alcuni è già così. Il nostro io digitale migrerà nell’unico luogo accessibile, ubiquitario proprio perché immateriale: fra le nuvole, nella Rete. Il processo è già iniziato con gli strumenti di comunicazione, prosegue con quelli di condivisione e di collaborazione, alla fine seguirà anche l’elaborazione ed il calcolo.
Se le forze centrifughe agiscono paradossalmente contro loro stesse, le forze centripete vanno rafforzandosi. L’avvento della Rete ha reso palpabile la natura generativa dell’informazione — la somma vale più che le sue parti — e il successo dei social network ricorda che non siamo monadi, non siamo eremiti, ma comunità.
Il misurabile ed il controllabile si moltiplica, con esso crescono a dismisura le informazioni da trattare e il valore che si può estrarre da esse. Dobbiamo chiederci dove possiamo trovare la potenze di calcolo per sminuzzare, aggregare e sviscerare tutto ciò: sempre fra le nuvole, per esigenze di logistica dell’informazione e per sfruttare economie di scala.